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Viaggiare con un malato di Alzheimer: cosa fare in vacanza?

By Luglio 2, 2021Alzheimer
Viaggiare con un malato di Alzheimer

Dopo aver scelto la vacanza più adatta e aver preparato il viaggio in ogni dettaglio, senza lasciare niente al caso, è tempo di scegliere quali attività sia meglio fare e quando, ricordando sempre di mantenere una routine il più simile possibile a quella che si ha a casa.

 

Viaggiare con un malato di Alzheimer, come abbiamo già detto, non solo è possibile, ma può anche essere una bella occasione per condividere tempo con i nostri cari, avvicinandoci a loro e facendoli sentire protetti e amati. La cosa più importante è scegliere il tipo di vacanza giusta e partire preparati. Ma dobbiamo anche sapere cosa faremo una volta arrivati a destinazione. Dato il periodo estivo, la maggior parte delle persone potrebbe decidere di andare in una località balneare, ma non è da sottovalutare anche la possibilità di trascorrere una vacanza in montagna, dove potrebbe esserci meno confusione e sicuramente eviteremmo il caldo. Inoltre passeggiare nel verde può avere diversi effetti positivi sulle persone, abbassando lo stress e facendole sentire più al sicuro che altrove.

Viaggiare per una persona malata di Alzheimer, se fatto nel modo giusto, può essere molto rilassante. E di conseguenza lo sarà anche per noi che ce ne prendiamo cura. Possiamo utilizzare il tempo della vacanza per fare passeggiate rilassanti, magari in riva al mare o nei prati e, allo stesso modo, possiamo anche pensare di fare qualche esercizio di ginnastica dolce in contesti naturali. Ovviamente cerchiamo di evitare la fascia oraria del tardo pomeriggio che è spesso quella a cui le persone malate di Alzheimer sono più sensibili (sindrome del sundowning), la scomparsa degli ultimi raggi di sole coincide spesso infatti con l’alterarsi di alcune capacità cognitive, scatenando comportamenti imprevedibili.

Un altro suggerimento è quello di non muoversi troppo: una volta arrivati in hotel o a casa, limitiamo al massimo gli spostamenti, soprattutto quelli in macchina che sono in genere fonte di stress e disorientamento. Anziché organizzare o improvvisare gite alla scoperta dei dintorni della nostra meta, possiamo impostare una routine quotidiana uguale o simile a quella abituale, proponendo attività che sappiamo che il nostro caro svolge con piacere, come una partita a carte, dipingere o altro.

Se abbiamo in mente di fare una gita o di organizzare un incontro con altre persone cerchiamo di non farlo appena giunti a destinazione, ma rimandiamolo dopo alcuni giorni quando il nostro caro si sarà ambientato nel nuovo contesto, ma se percepiamo una difficoltà ad abituarsi o un livello maggiore di stress cerchiamo di ridurre al minimo incontri con altre persone, luoghi affollati e qualsiasi attività che possa agitare ancora di più i nostri parenti.

Viaggiare con persone malate di Alzheimer si può, purché tutto sia pianificato e tu sia pronto a qualche adattamento in corsa, ma in ogni caso resta sempre utile, anzi fondamentale, confrontarsi con un medico o uno specialista per avere consigli su cosa sia meglio fare e come.

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