Le reazioni violente, o catastrofiche, sono reazioni eccessive a situazioni apparentemente normali o comunque non particolarmente gravi. Nelle persone affette da Alzheimer possono essere frequenti, ma ci sono dei modi per poterle gestire e limitare.

Rabbia e violenza nelle persone malate di Alzheimer: cosa fare?

By Febbraio 18, 2022Alzheimer
Alzheimer e relazioni

Le reazioni violente, o catastrofiche, sono reazioni eccessive a situazioni apparentemente normali o comunque non particolarmente gravi. Nelle persone affette da Alzheimer possono essere frequenti, ma ci sono dei modi per poterle gestire e limitare

 

Purtroppo tra i tanti sintomi dell’Alzheimer uno dei più duri da affrontare sono le reazioni violente e catastrofiche delle persone malate. Tante volte, anche nelle fasi iniziali, una parola, un gesto, un fattore esterno possono far arrabbiare il nostro caro e la maggior parte delle volte noi ci spaventiamo e non sappiamo cosa fare e come intervenire. La prima cosa da chiarire è che è la malattia a scatenare queste reazioni e quindi non dobbiamo farci prendere dal sopravvento o dallo sconforto. Di seguito vedremo come si possono evitare queste reazioni – tenendo a mente che non sempre è possibile farlo – e anche come reagire nel momento in cui queste avvengano.

Si possono prevenire rabbia e violenza nelle persone malate di Alzheimer?

Spesso le reazioni violente derivano da frustrazione, ansia e stress. Se il nostro caro non riesce a fare qualcosa o a capire cosa sta succedendo, potrebbe sentirsi frustrato e ciò potrebbe tramutarsi in rabbia. Quindi siamo noi per primi a non dover chiedere cose troppo difficili per i nostri malati e queste potrebbero essere anche cose molto semplici ai nostri occhi. Potrebbe, per esempio, essere difficile riuscire a stare in una stanza circondati da persone che parlano oppure potrebbe essere frustrante non riuscire a fare qualcosa che gli chiediamo, come portarci un oggetto o preparare un tè.

In genere, la reazione violenta è preceduta da qualche momento di tensione, in cui la persona malata è chiaramente a disagio. Se ci accorgiamo che qualcosa gli ha dato fastidio e che si sta innervosendo, possiamo provare a distrarlo e a rassicurarlo.

La cosa migliore da fare per prevenire gli accessi d’ira “improvvisi” è creare un ambiente familiare e un’atmosfera rassicurante. Bisogna cercare di ridurre al minimo le situazioni stressanti, mostrandoci comprensivi e sempre disponibili ad aiutare, a essere di supporto e a rincuorare i nostri cari quando li vediamo in ansia. L’ambiente ideale per persone affette da demenza è un ambiente tranquillo, silenzioso, pensato per loro, anche a livello di arredamento e sicurezza.

Alzheimer e reazioni violente: come affrontarle

A volte, nonostante tutto, alcune reazioni sono inevitabili. Se non riusciamo a fermarle, possiamo però provare a contenerle o a far sì che non peggiorino. La cosa più importante da fare, in questo senso, è mantenerci calmi e usare toni gentili. Anche il contatto fisico in forma di abbraccio o di due mani che si stringono possono avere un effetto calmante. L’importante è non reagire usando gli stessi toni, innervosendoci o perdendo il controllo. Solo in casi “estremi”, se pensiamo che possa diventare pericolosa per noi, è meglio lasciare la persona in una stanza finché non si sarà calmato.

Se gli episodi violenti sono frequenti e così complicati da gestire, è sempre bene rivolgerci al nostro medico e anche alle associazioni che offrono supporto alle famiglie con a carico persone con demenza. In alcuni casi il medico potrebbe decidere di prescrivere alcuni farmaci, ma soprattutto può indirizzarci verso uno specialista che ci potrà seguire dare indicazioni specifiche, dandoci tanti suggerimenti personalizzati.

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