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Giornata mondiale dell’infanzia: bambini e Alzheimer

By Novembre 20, 2020Alzheimer
bambini e Alzheimer

I bambini capiscono tutto e le persone affette da Alzheimer anche. Ecco a un bambino che convive con un nonno affetto da demenza (o che va a trovarlo a casa sua o in una RSA) dovrebbe essere spiegata la malattia, senza segreti. Ci sorprenderanno per la loro capacità di comprensione e di comunicare.

 

Oggi 20 novembre l’ONU celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia. Una bella occasione per ricordare anche il loro diritto a vivere un rapporto sereno e positivo con i loro nonni malati di Alzheimer. Perché anche nelle fasi più avanzate, le persone affette da demenza possono ricevere e manifestare affetto e anzi i bambini che hanno meno e minori schemi mentali di noi adulti possono comunicare efficacemente con loro, senza bisogno di utilizzare le parole, ma solo attraverso i gesti. L’importante è spiegare loro cos’ha il nonno e, come abbiamo già spiegato in un altro articolo, non forzarli a fare niente che non si sentano di fare.

Tenere lontano i bambini dai loro nonni solo perché malati di Alzheimer non è una soluzione, ma è anche sbagliato, perché ciò potrebbe farli sentire inadeguati. Il dolore va affrontato, non evitato, certo bisogna presentarlo nel modo giusto. Molti genitori non lo capiscono e tendono a proteggerli facendo finta che tutto vada bene o sviando l’argomento, ma la maggior parte dei ragazzi si accorge in fretta che c’è qualcosa che non va. Alcuni possono pensare che hanno fatto qualcosa di sbagliato, altri si spaventano per la stranezza e singolarità del comportamento del malato. 

Bambini e Alzheimer: come spiegare la malattia

Ecco perché spiegare come stanno le cose, dire che il nonno o la nonna sono malati e cosa comporta questa malattia è non solo importante, ma può davvero fare la differenza nella cura di un malato di Alzheimer. Ecco come comportarsi con loro:

  • Parlare e incoraggiarli a fare domande dando spiegazioni semplici e sincere
    Esistono anche alcuni libri che spiegano la demenza in maniera semplice che possono aiutarci a spiegare la malattia e ogni cambiamento a cui assisteremo durante l’avanzamento della malattia.
  • Incoraggiarli a parlare con i loro amici e con gli insegnanti
    Un dolore non detto non può essere elaborato. Convincere e aiutare i bambini e i ragazzi a parlare della situazione che vivono, soprattutto se il nonno malato vive in casa con loro, è un modo per supportarli nell’affrontare la malattia e il dolore provato.

Bambini e Alzheimer: il loro ruolo con i nonni

Bambini e ragazzi possono avere un effetto tranquillizzante sui malati di demenza e riescono anche a essere molto affettuosi e pazienti, una volta che hanno capito di che cosa si tratta. 

I bambini sono pieni di astuzie e di creatività e possono addirittura suggerire nuovi modi per comunicare con i tuoi cari malati. Ricorda anche che, a differenza degli adulti, i più giovani hanno spesso uno sguardo migliore sulla malattia, riconoscendone subito gli effetti che hanno sui loro nonni e adattandosi a essi, sapendo essere molto compassionevoli, senza tentare di nascondersi.

Più sono piccoli i nostri ragazzi più, sorprendentemente, potrebbe essere facile affrontare la questione. I bambini piccoli infatti tendono a non avere preconcetti su come una persona dovrebbe comportarsi. Nonostante questo non bisognerebbe mai lasciarli da soli con il nonno o una persona malata, per evitare che si trovino in una difficoltà difficile, provocando disagio a entrambi. 

I bambini più grandi potrebbero invece fare domande e osservare il nonno o la nonna durante i suoi comportamenti domandandosi il perché. E in questi casi, la prima cosa da fare è rassicurarli e non farli sentire soli.

I bambini ci sorprenderanno. Come sempre.

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