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Disturbi della sessualità e Alzheimer: come affrontarli

By Settembre 6, 2019Alzheimer
disturbi della sessualità e Alzheimer

Nei malati di demenza possono manifestarsi comportamenti sessuali inappropriati. Anche se difficili da accettare, bisogna cercare di comprenderne le ragioni, che spesso non hanno a che fare con la sfera sessuale, ma dipendono da bisogni impossibili da comunicare in altro modo.

 

Tra i disturbi causati dall’Alzheimer uno dei più difficili da accettare e affrontare per la persona che si prende cura del malato è quello legato alla sfera sessuale. Se è più facile comprendere che un comportamento, come per esempio la ripetizione di una parola o l’incapacità a svolgere attività semplici come mangiare o vestirsi, non sia voluto, è invece più difficile comprendere che una persona si tocchi o si spogli in pubblico senza volerlo. 

Eppure comportamenti sessuali impropri possono essere un sintomo delle forme di demenza. Sebbene non siano così frequenti, bisogna essere consapevoli che ciò può accadere e che ciò può dipendere da una incapacità a esprimersi sessualmente, da un errore nel riconoscere le persone (scambiando una persona per un’altra), dalla confusione, dal disorientamento, da una sensazione di inadeguatezza. 

Ma soprattutto i disturbi della sessualità nelle persone malate di Alzheimer dipendono dalla perdita d’inibizione. Se per chi se ne prende cura ciò può essere causa di forti e gravi imbarazzi, il malato non riconosce il suo comportamento come inappropriato e inaccettabile a livello sociale. È importante quindi imparare a reagire nel modo giusto e a chiedere aiuto a un medico.

Come affrontare i disturbi della sessualità nell’Alzheimer?

 

  • Restare calmi
    Di fronte a un comportamento sessuale improprio il caregiver, il parente o la persona presente deve rimanere calmo ricordando che quest’atteggiamento è la conseguenza di una malattia e che non è una provocazione. I malati di Alzheimer perdono il senso di inibizione.

 

  • Come reagire di fronte alla masturbazione
    Se per esempio il malato iniziasse a masturbarsi in pubblico, bisogna ricordare che non si tratta di esibizionismo. Dobbiamo perciò cercare di convincerlo a fare qualcos’altro, spostando la sua attenzione su altro, per esempio dandogli un oggetto da tenere in mano (un fazzoletto, un libro, una fotografia) oppure, se ci troviamo in un luogo pubblico, possiamo provare a portarlo via, ma sempre facendo attenzione a non creare tensione perché questo potrebbe scatenare una reazione violenta.
  • Cosa fare se il malato fa proposte sessuali
    Di fronte a parole sconvenienti, avances o gesti inappropriati dobbiamo cercare di spiegare che si stanno sbagliando. E in effetti potrebbe essere proprio così, dal momento che è frequente che il malato confonda le persone. 
  • Cercare una spiegazione
    Come si diceva all’inizio a volte i comportamenti sessuali delle persone malate di Alzheimer possono non avere niente a che vedere con desiderio o disinibizione. A volte può essere l’unico modo possibile di comunicare un bisogno o di gestire una situazione. Cercando di andando al di là del gesto, possiamo capire il bisogno che sta manifestando. Per esempio, lo spogliarsi potrebbe voler comunicare il bisogno di andare in bagno oppure, semplicemente, ha caldo. O, ancora, il toccarsi può esprimere il desiderio di affetto o il bisogno di contatto fisico.

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