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Disturbi comportamentali e Alzheimer: i più frequenti

By 2 Agosto, 2019Alzheimer
Disturbi comportamentali e Alzheimer

La malattia di Alzheimer colpisce la memoria e le funzioni cognitive: si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare, ma può causare anche altri problemi fra cui stati confusionali, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale

 

Sebbene il sintomo più conosciuto sia la perdita di memoria, l’Alzheimer provoca molti altri effetti sulle persone malate, avendo conseguenze sia sulle abilità cognitive delle persone sia funzionali. Stati confusionali, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale possono provocare cambiamenti della personalità che spesso sono il sintomo più difficile da accettare per i familiari, gli amici e chi si prende cura del paziente.

Disturbi del comportamento: da cosa dipendono?

Eventi particolari o cambiamenti sono le cause più comuni dei disturbi comportamentali nelle forme di demenza. Il cambiamento è stressante per chiunque perché fa paura e provoca incertezza e lo è ancora di più per una persona malata di Alzheimer soprattutto perché non è perfettamente consapevole delle proprie sensazioni e dei propri bisogni e quindi la maggior parte delle volte non riesce a esprimerle.

Tra i fattori più comuni che possono scatenare disturbi comportamentali ci sono:

  • I cambiamenti dell’ambiente in cui si vive. Bisognerebbe infatti evitare di spostare i mobili o cambiare l’arredo per evitare di provocare disorientamento, e quindi stress;
  • il trasferimento. Per esempio in una casa nuova o in una struttura come un RSA;
  • tutte quelle azioni che richiedono un cambiamento – seppur piccolo – della situazione attuale, come lavarsi o vestirsi e svestirsi.

Disturbi comportamentali e Alzheimer: i più frequenti

I disturbi comportamentali e psicologici possono derivare da cambiamenti funzionali correlati alla demenza. Per esempio una ridotta inibizione di comportamenti inappropriati può portare i pazienti a spogliarsi in luoghi pubblici, così come la ridotta capacità o incapacità a esprimere i bisogni può provocare wandering e confusione. 

I disturbi comportamentali più frequenti sono: 

  • Aggressività. Le reazioni violente, verbali e fisiche, sono una delle componenti della malattia. Di solito è un’espressione di paura, rabbia, frustrazione o ansia, ma quasi mai diretto contro la persona su cui viene riversata.

  • Vocalizzazione persistente. Questo disturbo dipende dal deficit di memoria e di capacità critica.

  • Collezionismo. Consiste nell’incessante raccolta di oggetti (di solito irrilevanti o inutili) e di solito è una reazione al timore della perdita.

  • Wandering. È la deambulazione continua, apparentemente senza meta, che deriva dal senso di disorientamento.

  • Affacendamento. Consiste nell’aumento dell’attività motoria senza una finalità precisa che può sfociare nella manipolazione inconcludente di qualsiasi oggetto che capiti sotto mano.

  • Sundowning Syndrome. È un’espressione che descrive lo stato di confusione, l’ansietà, l’agitazione e l’aggressività che colpiscono una persona affetta di Alzheimer soprattutto la sera, dopo il tramonto, e che comprende anche l’aumento dell’attività motoria e di quella verbale. Il malato, infatti, con il cambiamento di luce o una scarsa illuminazione può diventare ancora più irrequieto e confuso.

  • Disturbi della sessualità. La demenza provoca la perdita di inibizione provocando ipersessualità con comportamenti “socialmente inopportuni”.

  • Comportamenti alimentari inappropriati come la riduzione o l’aumento dell’appetito e l’iperoralità che spinge a mangiare anche ciò che non è cibo.

  • Insonnia.

Disturbi del comportamento come affrontarli

Sebbene per ogni disturbo si deve agire in uno specifico modo ed è bene sempre chiedere il parere di un medico, è importante che chi vive con un malato di Alzheimer o se ne prende cura tenga a mente alcune cose.

  • I cambiamenti di umore e di personalità dipendono dalla malattia e, anche un sintomo come l’aggressività, non è quasi mai rivolta contro di noi.
  • Occorre identificare la causa che scatena un disturbo o un comportamento per cercare di evitarlo in futuro.

 


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