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Come affrontare l’aggressività dei malati di Alzheimer

By 8 Febbraio, 2019Alzheimer
aggressività dei malati di Alzheimer

Tra le tante difficoltà che si incontrano prendendosi cura di persone affette da demenza, una delle più complicate da gestire è la rabbia. Urla, accuse e a volte anche aggressioni fisiche sono reazioni che bisogna impare a gestire giorno dopo giorno attraverso prove e tentativi. Ma ecco alcune indicazioni per aiutarti ad affrontare l’aggressività dei malati di Alzheimer.

La tendenza ad arrabbiarsi per piccole cose è dovuta a volte all’effetto che la malattia ha sul cervello, accentuando alcuni aspetti del carattere della persona malata o addirittura facendone emergere di nuovi. Ma molto spesso l’aggressività dei malati di Alzheimer dipende dal loro stato confusionale che li agita così tanto da fargli perdere il controllo. Il degenero delle capacità critiche, l’incapacità di esprimere emozioni e sentimenti, la difficoltà a relazionarsi con altri individui, ma anche rumori, confusione, sensazioni di fame, freddo o caldo, sonno o dolori dovuti a malattie, sono tutti fattori che possono provocare comportamenti aggressivi.

Ogni malato è diverso e va trattato in maniera differente, bisogna trovare l’approccio migliore nei suoi confronti andando per tentativi. Ciò che conta in questi casi è ricordarsi che la violenza, verbale o fisica, non sono mai rivolti volontariamente verso di noi.

In ogni caso, ci sono delle buone pratiche che se messe in atto possono aiutare la gestione dell’aggressività dei malati di Alzheimer nella vita di tutti i giorni.

Mantieni la cama

Non rispondere d’impulso perché potresti rendere ancora più nervoso il tuo caro; prova invece a distrarlo, spostando la sua attenzione su qualcos’altro e cerca di calmarlo con un tono di voce dolce e comprensivo. Le persone affette da Alzheimer dimenticano in fretta, quindi cambiare argomento è un metodo efficace.

Cerca di individuare la causa

Non sempre è possibile, ma osservando il comportamento del malato potresti scoprire che a farlo innervosire è sempre la stessa cosa (un atteggiamento, una situazione ecc…). Se riuscirai  a capire cosa lo infastidisce, potrai evitare che ciò avvenga.

Non chiedergli troppo

Se vedi che il tuo caro perde la capacità di fare qualcosa è inutile forzarlo per fargliela fare a tutti i costi. Il senso di frustrazione nel non riuscire a svolgere attività, soprattutto le più banali, è tra le cause più frequenti del nervosismo nei malati di Alzheimer.

Crea un ambiente sereno

Anche gli ambienti possono influire sugli stati d’animo, cerca quindi di vivere in un’atmosfera calma. Per fare questo puoi aiutarti creando una routine giornaliera. Avere dei rituali e delle abitudini tiene lontano lo stress ed evita di accrescere lo stato confusionale del malato.

Usa i gesti

Come abbiamo già detto in un altro articolo, la comunicazione non verbale è un modo molto efficace di rapportarsi con i malati di Alzheimer. Una carezza o un abbraccio possono immediatamente calmare una persona, soprattutto negli stadi più avanzati della malattia.

Previeni

Spesso l’aggressività dei malati di Alzheimer viene annunciata da qualche segnale, un tic o una parola ripetuta per esempio. Se si riescono a individuare questi segnali, è più facile distrarre il malato con altro, prima che manifesti la sua rabbia.

Prepara una via d’uscita

I casi di aggressione fisica sono pochi, ma possono capitare. In questi rari casi conviene lasciare la stanza dove ci si trova, cercando comunque di tenere d’occhio il malato perché non si faccia male. In questi casi è fondamentale rivolgersi a un medico.

Chiedi aiuto

Se quando l’aggressività diventa violenta e ingestibile è necessario rivolgersi a un medico, è comunque consigliabile in tutti i casi chiedere il parere di un esperto. La rabbia può rendere molto difficile la convivenza e il rapporto con il malato e avere un supporto è fondamentale.

Avverti i bambini

Se ci sono dei bambini è bene che sappiano, prima di incontrare il malato, qual è la condizione della persona che stanno per incontrare e cosa potrebbe accadere. Questo per due motivi: perché loro non si spaventino e perché, viceversa, con il loro atteggiamento impulsivo non provochino reazioni nervose nel malato.

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