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Come affrontare il wandering nei malati di Alzheimer

By 18 Febbraio, 2019Uncategorized
wandering nei malati di Alzheimer

Il vagabondaggio (inglese wandering) è un comportamento frequente tra i malati di demenza che li porta a girovagare apparentemente senza meta e che può diventare pericoloso per la loro sicurezza. Capire le ragioni di questo atteggiamento può aiutare a prevenirlo.

Il wandering nei malati di Alzheimer è un fenomeno molto diffuso: chi si prende cura di un malato avrà senz’altro visto il proprio caro cercare di uscire di casa, a volte riuscendoci, o camminare nella notte da una stanza all’altra. Per quanto per noi sembri solo un vagabondare casuale, in realtà ha quasi sempre uno scopo o è comunque dettato da una condizione, solo che la maggior parte delle volte il malato non è in grado di spiegare le sue intenzioni oppure, in poco tempo, la sua scarsa memoria gli fa dimenticare la ragione del movimento o la destinazione.

Le principali ragioni del wandering nei malati di Alzheimer sono la noia, la confusione, un dolore fisico, esigenze fisiologiche, la ricerca del passato. Cercare di capire il motivo è importante perché può aiutare a prevenire il fenomeno.

I principali motivi di vagabondaggio:

  • Abitudini del passato: se il malato, per esempio, era abituato a fare passeggiate dopo pranzo, è probabile che cerchi di ristabilire quella routine.
  • Ricerca del passato: il paziente potrebbe voler mettersi alla ricerca di una persona o di un oggetto che non sono più presenti in casa e questo potrebbe portarlo a muoversi e, alle volte, a uscire di casa.
  • Bisogno di fare movimento: spesso la vita poco attiva di un malato di Alzheimer induce un bisogno di bruciare energie e movimento. Similmente il wandering può essere anche causato dalla noia, per questo è importante tenere occupato il malato con una routine quotidiana.
  • Stato confusionale: i cambiamenti sono difficili da affrontare per i malati di demenza, anche quelli degli spazi in cui vivono. Spostare mobili, cambiare l’arredamento potrebbe indurre il vagabondaggio. A volte, più semplicemente, la confusione temporale fa credere a una persona malata, nel cuore della notte, che sia mattina.
  • Irrequietezza: questo stato d’animo provoca il bisogno di muovere le gambe e può indurre le persone a camminare, anche quando si trovano a letto di notte.
  • Fame, sete, dolore fisico: le persone malate di Alzheimer non sempre sono consapevoli delle proprie sensazioni e comunque difficilmente sono in grado di esprimerle, ciò li agita e può causare il vagabondaggio.

Nonostante il wandering nei malati di Alzheimer possa essere pericoloso, è fondamentale non privare le persone della loro indipendenza. Molto meglio è limitare i rischi, creare uno spazio sicuro e prevenire.

Come affrontare il vagabondaggio dei malati di Alzheimer

Evita gli atteggiamenti di sfida e i rimproveri

La soluzione migliore, come sempre con le persone affette da demenza cognitiva, è spostare l’attenzione su altro. Cerca di distrarre il malato creando un diversivo, per esempio proponendo un’attività da fare insieme.

Crea un ambiente sicuro

Se hai un giardino recintato, lascia che il tuo caro possa uscire per camminare. Oppure, in casa, puoi creare una stanza sicura, senza oggetti pericolosi o che possano agitarlo. Siccome spesso il wandering deriva da noia o da un bisogno di consumare energie, una soluzione efficace è portare il proprio caro a fare regolari passeggiate.

Mantieni un ambiente stabile

Come si diceva i cambiamenti possono creare disorientamento, quindi meglio evitare cambiamenti frequenti negli arredi della casa. Ricorda anche che persone “sconosciute” possono agitare i malati di Alzheimer. In questi casi, quello che è da fare è rassicurare il malato, aiutandolo ad ambientarsi alla nuova situazione.

Chiedi aiuto

Avvisa gli amici e soprattutto i vicini della situazione così che ti aiutino a tenere d’occhio il tuo caro, avvisandoti se lo vedessero allontanarsi da casa. Cerca anche di fare in modo che abbia sempre con sé un documento di identificazione o il tuo numero di telefono nel caso dovesse perdersi.

Infine ricorda di non lasciarti prendere dal panico, ma di avvisare tempestivamente la polizia se la persona che curi sparisce e non la ritrovi in poco tempo.

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