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Alzheimer, primi segnali e come affrontare il carico delle cure

By Ottobre 1, 2021Alzheimer
Alzheimer e caregiver

Cosa fare quando si scopre che è un nostro caro è affetto da Alzheimer o altra forma di demenza? Come impostare il nostro ruolo di caregiver per non essere travolti dal carico emotivo e fisico delle cure? E perché è importante una diagnosi precoce?

 

Durante il primo incontro del tour virtuale Fermata Alzheimer, si è parlato di prevenzione e caregiving. I primi “passi” che si muovono alla comparsa della malattia sono infatti estremamente delicati e importanti.  Per questo è anche molto importante il momento della diagnosi, perché se si riescono a intercettare i primi sintomi, che di solito sono abbastanza sfumati e possono sembrare segnali di “normale invecchiamento”, è più facile impostare un percorso di cura sia con cure farmacologiche sia non farmacologiche.

Troppo spesso, infatti, le diagnosi vengono fatte quando ci si trova già allo stadio iniziale, se non intermedio, dell’Alzheimer e questo purtroppo consente di impostare solo una terapia di supporto, ma non di modificare il percorso naturale della malattia stessa. Invece è importante prestare attenzione a tutti i segnali. Uno dei più frequenti e facilmente riconoscibili all’inizio è la perdita di memoria a breve termine, che riguarda gli ultimi ricordi messi nel cassetto, quella che spesso viene letta come normale decadimento funzionale all’età, ma così non è. Successivamente, poi, ci sono altri deficit che compaiono, come quello spazio-temporale, che impedisce alla persona affetta di Alzheimer di orientarsi, e ancora peggio i disturbi comportamentali che talvolta sono liquidati come cambiamenti dovuti all’invecchiamento.

Questi sono i campanelli d’allarme che dovrebbero portare noi che siamo vicini alle persone che li mostrano a intervenire, richiedendo una diagnosi, rivolgendoci al nostro medico e a degli specialisti per cominciare subito un percorso di terapia che permette di stimolare i neuroni attivi. E in questo centrale è il ruolo del caregiver, perché le demenze sono malattie degenerative che peggiorano nel tempo e sono malattie sociali. All’arrivo della malattia, la vita della famiglia inizia a ruotare intorno e in funzione della persona che ha bisogno delle nostre cure e questo comporta un cambiamento degli equilibri.

Il caregiver è altrettanto colpito dalla malattia perché il carico emotivo (e anche fisico) è molto alto e può portare a gravi stati di malessere, causando isolamento sociale. Insonnia, stanchezza fisica e aggressività sono i sintomi più comuni che si sviluppano tra i caregiver e che sono la conseguenza del loro senso di impotenza.

Più si conosce la malattia e meno facile sarà commettere errori: la demenza è un mondo in cui la famiglia deve entrare in punta di piedi. Molto spesso non accettiamo la malattia e cerchiamo di riportare le persone malate nel nostro mondo, con il rischio di umiliarle. Il processo di accettazione della malattia è un processo psicologico molto lungo e che richiede il sostegno degli specialisti che insegnano un approccio empatico, cioè quello che cerca di farci mettere nei panni dei nostri cari malati per riuscire ad aiutarli.

Il tour Fermata Alzheimer online continua. Seguite i prossimi appuntamenti, in streaming o on-demand, registrandovi sulla piattaforma dedicata.

 

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