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Alzheimer, perché (e quando) le cure a domicilio non bastano

By Dicembre 5, 2023Alzheimer
Alzheimer perché le cure a domicilio non bastano

Quando, come e dove chiedere aiuto per i propri malati di Alzheimer? Un piccolo prontuario con le informazioni più importanti per i caregiver che si occupano della gestione dei propri cari affetti da demenza

 

Potersi occupare per sempre dei nostri cari malati di Alzheimer a domicilio è purtroppo un’illusione. Questo sia perché il carico assistenziale diventa troppo elevato con la progressione della malattia sia perché possono comparire sintomatologie difficili da gestire, come per esempio l’inversione del ritmo sonno-veglia, che porta a “scambiare” la notte con il giorno, rendendo la vita impossibile ai familiari. Un altro sintomo di difficile gestione è la cosiddetta sindrome del tramonto (sundowning) che porta a un peggioramento dei sintomi dell’Alzheimer nelle ore tardo pomeridiane e serali; o ancora il nostro caro può manifestare momenti di aggressività verbale o fisica verso se stesso o anche verso gli altri, anche verso di noi; o, infine, la situazione può diventare insostenibile quando è lo stesso caregiver a non farcela più, rendendo la vita peggiore anche alla persona malata con il suo stress. Lo abbiamo detto diverse volte, questa forma di demenza è una malattia che ha impatto non solo su chi ne è affetto, ma anche su chi gli vive attorno e se ne prende cura.

Alzheimer: cosa fare quando le cure a domicilio non bastano

In tutti questi casi, quando cioè l’assistenza a domicilio non può essere garantita a lungo, dobbiamo rivolgerci al medico di medicina generale, che può darci un aiuto nell’individuazione della rete dei servizi assistenziali presenti sul territorio. Per esempio a livello nazionale esistono le associazioni di patologie locali che possono proporre, per esempio, gli Alzheimer Caffè ossia spazi dedicati per i familiari in cui può essere condiviso il carico emotivo dell’assistenza alla persona malata, in particolare quando si prova isolamento.

Nel momento in cui abbiamo la necessità di rivolgerci a realtà assistenziali, un primo contatto può avvenire con un Centro Diurno Integrato, una struttura semi-residenziale che si occupa della persona malata nelle ore centrali della giornata, così che il familiare possa “proseguire” con la sua vita mentre il parente è seguito da professionisti con progetti specifici e attività mirate.

Sul territorio nazionale esistono delle realtà regionali che prevedono programmi di assistenza a domicilio, fornendo attività professionali che vanno non solo ad aiutare la persona malata, ma dando anche sollievo ai caregiver. Esistono poi programmi di assistenza domiciliare integrata, che sono prestazioni socio-sanitarie svolte a casa. Infine ci sono i ricoveri residenziali, all’interno delle RSA, per esempio, che sono strutture socio-sanitarie dedicate agli anziani non auto-sufficienti che hanno bisogno di assistenza medica, infermieristica, riabilitativa, generica e specializzata. Nelle RSA si possono comunque prevedere ricoveri parziali per un tempo determinato. Ci possiamo per esempio immaginare dei ricoveri brevi per un adeguamento a una terapia farmacologica o all’individuazione di un adeguato setting di prosecuzione o ancora per un sollievo dei caregiver. Altre volte, invece il ricovero in RSA è direttamente previsto a lungo termine.

All’interno di tutti questi tipi di servizi si utilizzano, come diciamo spesso, le terapie non farmacologiche che migliorano la qualità della vita della persona fragile, possono attenuare le difficoltà, con conseguente diminuzione del carico farmacologico, stimolare le funzioni cognitive e relazionali, contrastando la solitudine e sviluppando la creatività della persona, migliorare l’immagine di sé e quindi aumentare l’autostima, creando un ambiente positivo. All’inizio della malattia si possono per esempio utilizzare la Rot e la reminiscenza. Con l’aggravarsi della malattia e quindi di disturbi del comportamento, la persona può trarre giovamento da doll therapy, la pet therapy, l’aroma-terapia e la musico-terapia.

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