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Alzheimer: i benefici delle terapie non farmacologiche

By Ottobre 8, 2021Alzheimer
i benefici delle terapie non farmacologiche

Le terapie non farmacologiche sono a tutti gli effetti degli strumenti di cura che vengono utilizzati oggi all’interno di strutture, ma che possono anche essere applicate a domicilio. I benefici sono tanti a partire da una migliore gestione della malattia e una maggiore serenità del paziente. Scopriamo di più.

 

Le terapie non farmacologiche sono interventi di cura complementari agli strumenti farmacologici: il progetto di cura prevede infatti di solito l’utilizzo di entrambi contemporaneamente. Lo scopo principale del loro utilizzo è mantenere l’individualità, grazie al coinvolgimento attivo della persona affetta da Alzheimer.

Le terapie non farmacologiche si inseriscono in un approccio e un metodo di tipo empatico che prevede l’utilizzo e la creazione di un clima gentile, empatico e attento, e che il gruppo Korian ha definito Positive Care, che cerca di aiutare le persone anziane a mantenere l’autonomia, l’indipendenza e la possibilità di scelta. Questo metodo parte dal presupposto che ogni persona è unica, ognuno di noi ha un vissuto e una storia, e anche quando ci troviamo di fronte a una persona affetta da Alzheimer non dobbiamo dimenticarci di questo aspetto importante.

Le terapie non farmacologiche, è importante sottolinearlo, sono sempre mediate o accompagnate da operatori, anche quelle a domicilio con l’obiettivo di accompagnare queste persone in un percorso di cura che non può far guarire dalla malattia, ma che può aiutare a mantenere le facoltà residue e a rallentare l’avanzamento della malattia. Inoltre le terapie non farmacologiche sono in grado di ridurre lo stress psico-fisico delle persone malate di Alzheimer: ogni forma di demenza infatti affatica la persona che ne è affetta.

Alcune terapie non farmacologiche e i loro benefici

Possiamo considerare le terapie non farmacologiche come attivatori cognitivi, stimolando delle competenze a livello cognitivo, come per esempio fa la reminiscenza con il recupero dei ricordi. Un altro esempio sono le memory card che contengono detti, proverbi, preghiere che fanno parte della vita e della storia e della cultura delle persone anziane.

Tra le terapie farmacologiche più efficaci c’è la Doll Therapy, la quale utilizza una bambola “empatica”, capace di attirare l’attenzione e lo sguardo del paziente e che si utilizza quando sono presenti disturbi del comportamento e che attiva il canale sensoriale delle persone, così come fa anche l’aromaterapia utilizzando in particolare l’olfatto. Il canale olfattivo è immediato e arriva in un’area non coinvolta dal decadimento cognitivo.

Nelle strutture Korian, poi, viene utilizzata una scheda “Questo sono io” grazie al supporto dei familiari e, se possibile, anche del paziente stesso, raccogliendo più dati e informazioni possibili, in modo da poter creare la terapia migliore per fermare alcuni disturbi o per attenuarli; per capire cosa fare e cosa non fare. Pensiamo per esempio se il nostro caro non sopportasse l’aroma del caffè o un altro odore che facilmente si potrebbe trovare nelle vicinanze, il fatto di saperlo e di evitarlo quanto più possibile, limita l’insorgere di situazioni di stress e di disagio.

La musicoterapia, che si utilizza frequentemente, si svolge grazie al supporto di un musicoterapeuta e si avvale della musica, della danza e del canto; quindi può essere fatto – se il domicilio lo consente – anche a casa. La musicoterapia può aiutare molto quando ci sono problemi di comunicazione; tante persone che hanno perso la facoltà di parlare quasi del tutto, riescono a cantare canzoni del loro passato. In casa può essere svolto anche l’arteterapia che permette al paziente di esprimersi e al terapeuta di intercettare eventuali disturbi o fastidi.

Gli interventi assistiti con gli animali (pet-therapy) sono importante sia a livello relazionale sia di stimolazioni. Con gli animali si insatura poi un canale di comunicazione non verbale, ma profondamente empatico, che permette alle persone malate di Alzheimer di riuscire a comunicare, a interpretare e a farsi capire con il loro animale d’affezione.

Potete trovare queste e altre nuove informazioni seguendo i webinar del tour digitale Fermata Alzheimer: basta iscriversi al portale https://spaziosalute.korian.it/.

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