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Alzheimer e prevenzione: un binomio possibile

By Giugno 28, 2019Alzheimer
Alzheimer e prevenzione

Nonostante l’incidenza alta dell’Alzheimer c’è ancora tanta indifferenza intorno a questa malattia e troppo spesso la diagnosi viene fatta in ritardo. Prevenire, invece, è possibile modificando il proprio stile di vita. I consigli degli esperti riguardo ad Alzheimer e prevenzione

 

Intervistato in questi spazi qualche mese fa, il dottore Aladar Bruno Ianes, direttore medico Korian Italia, aveva descritto l’Alzheimer un’epidemia silente per colpa di diagnosi fatte troppo tardi: “I dati attendevano per il 2010 36 milioni di persone malate di Alzheimer a livello mondiale, nel 2013 44 milioni, nel 2030 70 milioni e nel 2050 135 milioni. I dati aggiornati evidenziano un panorama peggiore, già nel 2018 sono 50 milioni, nel 2030 se ne prevedono 82, nel 2050 152. […] Bisognerebbe fare una diagnosi precoce e iniziare con trattamenti che possono riguardare la modifica dello stile di vita o la rimozione di neuro minacce cerebrali in anticipo” diceva il professore.

Sebbene sia ancora difficile stabilire se ci siano metodi efficaci di prevenzione, la scienza e la medicina hanno fatto negli ultimi anni passi importanti, scoprendo che alcuni fattori o comportamenti – quali l’alimentazione, il sonno e l’attività fisicapossono prevenire questo disturbo. La ricerca ha anche dimostrato che circa 3 milioni di casi di Alzheimer siano legati allo stile di vita delle persone malate e dunque sono prevenibili.

In particolare, questi fattori risultano essere coinvolti:

  • inattività fisica;
  • obesità;
  • fumo;
  • basso livello di istruzione.

A questi si aggiungono (che non dipendono da stili di vita scelti): il diabete, l’ipertensione e la depressione. Ovviamente questi fattori agiscono insieme dunque l’eliminazione totale di uno di questi, attraverso la prevenzione, non comporterebbe come conseguenza, l’eliminazione totale del rischio di ammalarsi.

Alzheimer e prevenzione: cosa fare

Valter Longo, originario di Genova e direttore del Longevity Institute della University of Southern California, ha scritto un libro La dieta della longevità nel quale consiglia come e cosa mangiare, ma anche quali comportamenti assumere per allungare la nostra vita, ma soprattutto per invecchiare sani.

  • Seguire una dieta vegetariana e ricca di Omega3 è la prima regola. Se infatti le altre proteine animali sarebbero da evitare quanto più possibile, può aiutare mangiare pesce contenenti Omega3, Omega6 e vitamina B12 come sardine, salmone, pesce azzurro, crostacei e molluschi.
  • Sempre a proposito di comportamenti da tenere a tavola, bisognerebbe evitare zuccheri e farine raffinati e tutti i prodotti industriali.
  • È stato dimostrato il beneficio di una dieta a ridotto apporto calorico per 5 giorni ogni 3 o 6 mesi: i periodi di digiuno intermittente – da fare sotto il controllo del proprio medico – favoriscono la rigenerazione delle cellule neurali.
  • Bere caffè: 3 o 4 tazzine al giorno possono diminuire il rischio di Alzheimer del 30%.
  • L’olio di cocco ha un’azione protettiva contro le demenze, così come positiva è anche l’assunzione di olio d’oliva (no, invece, ai grassi saturi o trans presenti negli alimenti di origine animale).
  • Stimoli del cervello. Questa regola è fondamentale nella prevenzione dell’Alzheimer: leggere, fare giochi con numeri o parole (vedi Sudoku o parole crociate), ma videogiochi tengono allenata la mente e ritardano l’insorgenza della malattia.
  • Svolgere regolare attività fisica: la sedentarietà è nemica anche delle nostre funzioni cognitive. In particolare sono consigliate attività di tipo aerobico.
  • Mangiare circa 30 g al giorno di frutta a guscio dopo i 60 anni.
  • Anche avere una vita sociale e affettiva intensa aiuta a mantenere le nostre facoltà. Per questo non vanno mai trascurati i nostri affetti.
  • Vitamine. Verdura, frutta e, se serve, un integratore.

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