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Alzheimer e disidratazione: rischi e come evitarla

By Gennaio 15, 2021Alzheimer
Alzheimer e disidratazione

Gli anziani in generale e soprattutto coloro che sono affetti da demenza, sono particolarmente a rischio di disidratazione da perdita di acqua, che è causata dal non bere abbastanza liquidi. Essa può portare a esiti cattivi di salute, come la disabilità, e anche alla morte. Come evitarla.

 

L’acqua è vita. Ed è fondamentale per compiere qualsiasi azione. Ecco perché mantenere l’idratazione è essenziale per la vita. D’altronde non è facile individuare che una persona affetta da Alzheimer sia disidratata, soprattutto negli stadi avanzati della malattia, quando il nostro caro ha perso la capacità di comunicare verbalmente. Ma la disidratazione può portare a un aumento del rischio di ricovero ospedaliero, infezioni del tratto urinario, invalidità e persino morte e quindi occorre fare molta attenzione.

Alzheimer e disidratazione: rischio e conseguenze

Come si è detto in generale tutti gli anziani tendono a non sentire la sete quando bevono troppo poco. Inoltre invecchiando, i nostri reni perdono la capacità di concentrare l’urina e, in definitiva, il corpo è come se dimenticasse come regolare il proprio bilancio idrico.

A tutto questo, in caso di Alzheimer o altre forme di demenza, si aggiungono problemi di memoria che possono portare le persone a dimenticare anche di bere sufficiente acqua. Inoltre, la parte del cervello che ci dice quando abbiamo sete, non funziona sempre correttamente.

Oltre a questo anche l’uso di alcuni farmaci (come per esempio i diuretici e i lassativi) può compromettere la giusta idratazione per un malato di Alzheimer.

Alzheimer e disidratazione: come riconoscerla?

La disidratazione nelle persone anziane spesso sfocia con un senso di sete estrema che si manifesta con bocca e lingua asciutti e occhi incavati. Un altro campanello d’allarme è la pelle, che quando non è regolarmente idratata perde di elasticità.

La disidratazione comporta una minore frequenza e minore quantità di urina che diventa anche più scura (perché meno diluita). Ma ci sono altri effetti e cioè affaticamento ed emicrania, ipotensione e problemi di respirazione o battito del cuore accelerato. La disidratazione può pregiudicare le funzioni del nostro cervello causando vertigini, confusione e disorientamento, portando fino a stati d’incoscienza, nei casi estremi.

Come impedire la disidratazione nei malati di Alzheimer?

Il migliore modo impedire la disidratazione negli anziani è riconoscere che la persona non sta bevendo abbastanza liquidi e cercare di capirne la causa. Una degli ostacoli principali nell’assunzione della giusta quantità di acqua è l’inabilità fisica che rende difficile raggiungere una fonte d’acqua quando si sente il bisogno di bere.

Un altro motivo per cui un nostro caro malato di Alzheimer può raggiungere la disidratazione è il timore di farsi la pipì addosso, di non raggiungere il bagno in tempo, se è già successo altre volte.

Queste situazioni possono essere controllate abbastanza facilmente. La cosa più importante da fare è offrire a cadenza regolare dell’acqua e ricordare anche di andare in bagno con una certa frequenza. Dobbiamo ricordare che il miglior modo per gestire una persona affetta d’Alzheimer, perché stia bene è creare una routine.

Per aumentare l’assunzione di liquidi quotidiana e per diminuire i sintomi di disidratazione, è importante offrire acqua fresca oppure altri liquidi. Si può per esempio aggiungere una fetta di frutta per insaporire l’acqua. L’importante è invece evitare bevande zuccherine e alcol.

Belle notizie…

Lewis Hornby è un giovane inglese che, ispirato dalla nonna Pat malata di Alzheimer e ricoverata in ospedale per un problema di disidratazione, ha inventato le Jelly Drops, caramelle studiate apposta per idratare le persone con demenza, essendo composte al 90% di acqua. Si tratta di un prodotto semplice ma davvero innovativo: si tratta di caramelle senza zucchero, di piccole dimensioni, contenenti il ​​95% di acqua ed elettroliti aggiunti.

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