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Alzheimer e diritti: riconoscimento e amministratore di sostegno. Come funziona?

By Agosto 13, 2021Alzheimer
Alzheimer e diritti

Si parla ancora troppo poco dei diritti delle persone malate di Alzheimer e di chi se ne occupa. Invece esistono e devono essere rivendicati ogni giorno per garantire una vita più dignitosa ai nostri cari e meno faticosa anche per chi li cura.

 

Il sistema assistenziale italiano prevede forme di tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza, per tutte le persone invalide. Ma oltre alla richiesta di invalidità, chi è affetto da Alzheimer può richiedere il riconoscimento ai sensi della Legge 104/92 che riguarda l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap.

Alzheimer e diritti: la Legge 104

Questo riconoscimento dà diritto infatti ad alcune agevolazioni fiscali alla persona malata e, se riconosciuta l’invalidità, offre anche la possibilità ai suoi familiari di usufruire di permessi e congedi lavorativi a chi non può permettersi una badante. Ovviamente per ottenerlo bisogna “sottoporsi” a una visita effettuata dall’apposita Commissione medica nel Distretto di appartenenza entro 90 giorni dalla domanda.  Se il nostro malato non può raggiungere la sede del Distretto, la visita viene fatta a domicilio o nella struttura dove si trova. Per il riconoscimento di invalidità serve anche fare richiesta presso l’INPS, utilizzando l’apposito modulo.

Nello specifico la Legge 104 permette, a chi deve assistere un familiare con handicap grave, Alzheimer compreso, di usufruire di permessi lavorativi retribuiti per 3 giorni al mese a queste condizioni:

  • che la persona anziana abbia almeno 65 anni;
  • che il lavoratore abiti insieme o nello stesso numero civico del familiare anziano;
  • che il grado di parentela sia al massimo di terzo grado e non ci siano più parenti di primo o secondo grado dell’anziano da assistere.

Alzheimer e diritti: l’amministratore di sostegno

Non è tutto, perché chi presta assistenza a una persona malata di Alzheimer può anche chiedere l’aiuto dell’amministratore di sostegno, secondo la legge n. 6/04 che affianca gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, creando una possibilità in più per garantirne la tutela, senza limitare del tutto la capacità di agire delle persone che necessitano di sostegno. Come funziona? Le persone che sono impossibilitate a provvedere ai propri interessi a causa di infermità o disabilità, anche se  temporanea o parziale, sia fisiche sia psichiche, possono chiedere l’aiuto di questa figura di sostegno, nominato dal giudice tutelare del proprio luogo di residenza.

Questa figura non ha un ruolo e un compito “fisso”: è infatti il giudice che stabilisce in quali atti della sua vita il malato è rappresentato dall’amministratore di sostegno. Ogni caso viene analizzato e giudicato singolarmente così per cercare di garantire il miglior intervento possibile, adeguato alla situazione e alla persona. Nel provvedimento vengono specificati gli atti che il beneficiario può compiere da solo o con l’assistenza dell’amministratore, quelli che può compiere soltanto l’amministratore, la durata dell’incarico e la periodicità con cui l’amministratore deve riferire al giudice. La domanda per la nomina dell’amministratore può essere fatta anche senza l’assistenza di un avvocato.

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