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Alzheimer e collezionismo: cosa fare

By Maggio 22, 2020Alzheimer
Alzheimer e collezionismo

Il senso di perdita e smarrimento possono indurre i malati di Alzheimer a “collezionare” oggetti: l’accumulo è un tentativo di reazione. Ecco come comportarsi se si presenta

 

La malattia di Alzheimer è conosciuta soprattutto per la perdita di memoria, ma in realtà i sintomi di chi soffre di questa forma di demenza sono tanti, provocando una grande varietà di disturbi che si possono suddividere tra psichici e comportamentali. Se tra i primi, alcuni dei più frequenti sono per esempio, i deliri, le allucinazioni, l’ansia e la depressione; tra quelli comportamentali quelli con cui si deve fare i conti più spesso sono l’aggressività, la vocalizzazione persistente, il wandering, l’affaccendamento, il collezionismo e ancora disturbi sessuali e alimentari.

Tra quelli non ancora trattati c’è proprio il collezionismo che consiste nella continua e incessante raccolta di oggetti e nel loro accumulo. Generalmente il malato di Alzheimer “colleziona” cose irrilevanti, senza utilità e soprattutto lo fa senza nessuno scopo evidente. In realtà questo atteggiamento rappresenta un tentativo di reazione al timore della perdita, alimentato da mancanze reali e dai deficit di memoria.

Alzheimer e collezionismo: come comportarsi

I disturbi comportamentali sorgono soprattutto a causa della mancanza di consapevolezza delle proprie sensazioni e dei bisogni che la maggior parte delle volte, soprattutto nelle fasi intermedia e avanzata della malattia, il malato non riesce a comunicare ed esprimere a chi si trova con lui. Questo senso di smarrimento e questa confusione possono manifestarsi in comportamenti “strani”. Quando si manifesta il collezionismo ecco come dovremmo reagire e cosa potremmo fare:

  • distrarre. La cosa più semplice che possiamo fare per interrompere la raccolta di oggetti è distrarre il nostro caro, spostando la sua attenzione su qualcos’altro o proponendogli un’altra attività. Ricordiamoci però di farlo in maniera naturale e gentile per non innervosirlo;
  • accettare e rassicurare. Dal momento che nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di accumulo di oggetti, non bisognerebbe dare troppa enfasi o importanza a questo gesto: quindi non dovremmo sgridare il malato per quello che fa né cercare a tutti i costi di interrompere la sua attività in maniera brusca. Molto più utile e importante è invece rassicurarlo sul fatto che non ha bisogno di accumulare così tanti oggetti.

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