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Alois Alzheimer Care: stare bene per fare star bene

By 28 Febbraio, 2019Alzheimer

I pazienti malati di Alzheimer richiedono attenzioni particolari. Da questa consapevolezza è nato il progetto Alois Alzheimer Care all’interno dei Centri Diurni Alzheimer e i Nuclei Alzheimer delle strutture Korian, un insieme di interventi da attuare in diverse aree per la salute dei pazienti affetti da demenze senili.

Alois  Alzheimer Care è un modello operativo che punta a sostenere la persona ponendola al centro di una serie di attività che collaborano al benessere complessivo del malato. “Partendo da un’analisi dei nuclei Alzheimer delle nostre strutture – spiega Giusy Carrubba, responsabile del progetto Alois – abbiamo valutato le attività, l’ambiente e i rapporti per creare delle linee guida da seguire in tutte le nostre strutture, pur senza snaturarle, perché ovviamente il contesto cambia da regione a regione e da città a città e richiede attenzioni specifiche”.

Il progetto si sviluppa su tre aree: ambiente, equipe e terapie non farmacologiche.

Ambiente

Gli spazi dove vengono curate le persone malate di Alzheimer devono avere determinate caratteristiche: devono essere sicuri, devono favorire l’orientamento ed evitare il wandering. Se la parte estetica ha importanza, quel che più conta è l’aspetto funzionale. I centri diurni e i nuclei devono essere privi di stimoli eccessivi e disturbanti. “Grazie agli architetti delle strutture e a un’azienda esterna che si occupa nello specifico di arredi terapeutici, abbiamo stabilito gli interventi progettuali da fare” racconta Carrubba.

Equipe

Il personale che segue le persone malate di Alzheimer di ogni struttura verrà coordinato da un referente che faciliterà il dialogo tra i diversi interlocutori per creare un corpo unico che si muove insieme, pur mantenendo le proprie specifiche competenze, mansioni e attitudini. “L’obiettivo è lo scambio di opinioni e strategie da applicare per migliorare il modo di affrontare quotidianamente i casi clinici, ossia i pazienti con gravi disturbi del comportamento” spiega Carrubba. Verranno poi introdotte misure per la prevenzione del burnout (la sindrome da stress lavorativo legata allo svolgimento di mansioni particolarmente impegnative dal punto di vista emotivo). Prima dell’avvio del progetto, in ogni struttura, gli operatori saranno sottoposti a un questionario per individuare gli elementi a cui prestare particolare attenzione, così da poter creare condizioni di lavoro favorevoli.

Terapie non farmacologiche

Il progetto Alois Alzheimer Care prevede la formazione del personale per l’inserimento, in maniera strutturata, di alcune terapie non farmacologiche, quali la ROT e la reminiscenza (per i malati agli stadi iniziali), la doll therapy e la musicoterapia (per gli stadi più avanzati della malattia).

  • La ROT tramite ripetute stimolazioni verbali, visive, scritte e musicali, rafforza le informazioni di base del paziente, riducendo la tendenza all’isolamento.
  • La reminiscenza punta al recupero dei ricordi passati, attraverso le parole e la comunicazione, smantellando il senso di inadeguatezza causato dalla progressiva perdita di memoria che caratterizza la demenza senile.
  • La doll therapy utilizza bambole specifiche per migliorare il benessere del malato e per mettere in atto relazioni affettive attraverso l’accudimento.
  • La musicoterapia è volta a integrare funzioni cognitive, affettive, fisiche e interpersonali, utilizzando tecniche attive e ricettive. Il progetto prevede l’inserimento di musicoterapia ambientale per scandire i momenti della giornata e musicoterapia con cuffie wireless.

Il progetto Alois è pensato per il benessere complessivo del malato, è un nuovo percorso che mette al primo posto le relazioni, insegnando nuovi linguaggi e sperimentando nuove terapie psicosociali da affiancare a quelle farmacologiche. Con un doppio obiettivo: vedere il paziente non più solo come un malato, ma come una persona con un suo passato e con delle sue esigenze e rendere le strutture dei luoghi dove ognuno possa mantenere, nonostante i limiti imposti dalla malattia, un proprio lato umano e unico, grazie alla presenza di personale motivato e competente.


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