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Come si comunica con una persona malata di Alzheimer?

By Dicembre 13, 2023Alzheimer
come si parla a un malato di alzheimer

Con il progredire della malattia, noi caregiver ci accorgeremo che sarà sempre più difficile comunicare con il nostro caro. Ecco alcuni brevi, ma concreti, suggerimenti per gestire meglio la comunicazione

 La comunicazione non deve mai mancare: questa è una frase potremmo dire universale. Vale a dire che in qualsiasi circostanza ci si trovi, parlare è fondamentale. Lo è anche con una persona malata e anche se la malattia è una forma di demenza come l’Alzheimer. Anche quando sembra difficile, negli stadi avanzati della malattia, mantenere attiva la comunicazione però è possibile. Cambierà il modo di porsi nei confronti del malato e di parlargli, si dovrà fare maggiore affidamento alla comunicazione non verbale, ma mai dovrà esaurirsi.

Dal momento che il declino delle abilità del linguaggio può portare a incomprensioni, conflitti e isolamento, è importante capire come affrontare la comunicazione quando ci si prende cura di un malato di Alzheimer. Ecco un piccolo prontuario per gestire al meglio questo aspetto fondamentale in un rapporto tra persona malata e caregiver.

Come si parla a un malato di Alzheimer: cosa fare e cosa non fare

Parlare lentamente e affrontare un argomento alla volta: 

Le persone che soffrono di Alzheimer sono spesso molto confuse, anche negli stadi iniziali della malattia. Bisogna perciò parlare in maniera chiara, scandendo le parole, non troppo velocemente, per lasciare il tempo alla persona malata di recepire tutte le informazioni. Se gli dobbiamo fare delle domande, facciamogliene una alla volta e cerchiamo di non interrompere quando la persona sta parlando.

Essere specifici:

Non lasciamo sottintesi e se stiamo parlando di alcune persone, è sempre meglio usare i nomi anziché i proverbi che potrebbero confondere.

La gentilezza è la chiave:

Sappiamo che le persone malate di Alzheimer si agitano facilmente e spesso soffrono di ansia, motivo ulteriore per essere gentili e pacati. Il contagio emotivo con le persone che soffrono di demenza è altissimo, soprattutto quando le capacità comunicative diminuiscono. 

Fare una cosa alla volta:

Per chi è ammalato di Alzheimer ogni attività è “un’impresa”, quindi non aspettiamoci nient’altro che quello a cui si sta dedicando: è bene concentrarsi esclusivamente sulla comunicazione, senza richiedergli sforzi per svolgere altre attività (anche quelle più automatiche e semplici)

Evitare le correzioni:

È inutile correggere gli errori nella costruzione della frase o le parole sbagliate: finché si capisce il senso della frase bisogna cercare di portare avanti la conversazione. Solo se non fossimo in grado di capire tutto il senso del discorso possiamo intervenire, soprattutto se questa la persona manifesta agitazione per questa incapacità. 

Rispettare i momenti “no”:

Se il nostro caro si rifiuta di parlare o di rispondere, è inutile insistere perché si causerebbe un inutile senso di stress e sarebbe più difficile riallacciare il contatto. Allo stesso modo se noi non siamo di buon umore, è meglio aspettare un altro momento per parlare, evitando di trasmettere i nostri nervosismi.

Non trattare un malato come fosse un bambino:

Il malato di Alzheimer è una persona con un passato che non bisogna ignorare. Anzi è proprio lì che si possono trovare argomenti per la conversazione. Tra quelli più amati di solito ci sono infatti la famiglia, il lavoro che si è svolto e gli hobby che si sono avuti nella propria vita. 

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